La Pescheria Farinella

1 agosto 2017
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I coltelli e la carta di giornale

Oggi si deve dare qualità, servizio e assortimento.

Ermanno crede molto nella dimensione mercatale di Piazza Annonaria, per il futuro pensa a una programmazione organica degli eventi, degli appuntamenti di piazza, ma senza mai dimenticare l’essere mercato, la vocazione per il prodotto e per il servizio alla clientela. Piazza Annonaria deve essere un mercato ma oggi il mercato chiede cose diverse rispetto a qualche anno fa. Per spiegarmi cosa intende mi chiede se i coltelli sono strumenti tipici di una pescheria, ingenuamente rispondo che certamente lo sono, e cado nel tranello. Oggi le persone non vogliono più il pesce ma vogliono il pesce preparato e pronto per essere cucinato. Una volta i coltelli non c’erano perché si dava il pesce direttamente nella carta di giornale, le persone avevano il tempo e la voglia di pulirlo, prepararlo, sapevano come riutilizzare gli scarti. Oggi non è più così. Non c’è alcun giudizio di valore nelle parole di Ermanno, semplicemente racconta di come sono cambiate le cose e di come bisogna cambiare per continuare a servire al meglio le persone.

Sembra di parlare con un lupo di mare appena arrivato alla locanda del porto dopo aver navigato in mare aperto. Tra le storie che ci racconta c’è il grande inverno del 1985, un inverno talmente freddo che le temperature basse hanno ghiacciato l’Adige. Per non far rovinare il pesce lo si doveva mettere in frigo, fuori faceva troppo freddo. Si ricorda ancora come fossero tutti bardati con sciarpe e cappelli di lana attorno al tavolo del pesce per vendere i loro prodotti e portare a casa la giornata.

A turno andavamo nel retrobottega per fare ginnastica e scaldarci un po’.

La storia sua e della sua famiglia si intreccia con le vicende della Pescheria. Sorta nel 1909 a Taglio di Po, è poi stata trasferita a Rovigo, in Corso del Popolo, dove oggi c’è lo spazio espositivo “Pescheria nuova” fino ad arrivare al 1970 qui in Piazza Annonaria. Oggi a portare avanti la tradizione insieme a lui ci sono sua moglie, la figlia, e Fabio, un dipendente che è ormai parte della famiglia.

Di Piazza Annonaria Ermanno è la memoria storica, è diventato titolare della Pescheria di famiglia nel 1985, ma i suoi ricordi corrono lontani nel tempo.

È il primogenito tra i suoi fratelli e racconta di aver imparato il mestiere senza nemmeno accorgersene.

Venivo a pulire le anguille e poi andavo a giocare, il mercoledì mattina saltavo scuola per andare al mercato del pesce. Poi, improvvisamente, mi sono ritrovato titolare della Pescheria.

È un mestiere che si fa sentire, che richiede passione e abnegazione. Ma la soddisfazione di dare al cliente il prodotto che cerca, di scegliere per lui quel piatto speciale in occasione di una ricorrenza è ciò per cui Ermanno si alza ogni mattina (anzi, ogni notte), va al mercato, partecipa all’asta, compra il pesce, ritorna a Rovigo e prepara il banco. Perché lui è in piedi già da diverse ore, ma la giornata deve ancora cominciare.